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avatar di GiorgioBenvenuto, c'è posto per tutti: dal raccoglitore fresco di "tesserino", al curioso frequentatore di boschi che cerca di determinare la specie che incontra, all'esperto che vuol condividere la sua passione con altri micologi; differenti approcci che trovano unità nel rinnovato interesse per il mondo dei funghi e per l'ambiente in generale. Buona navigazione!
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Briciole di curiosità micologiche nella storia dell'uomo

Non sappiamo in che modo l'uomo primitivo riuscisse a discriminare i funghi eduli da quelli pericolosi, sicuramente l'esperienza e l'istinto erano i soli mezzi che egli aveva a disposizione per salvare la pelle. Le poche testimonianze che ci sono pervenute, ritrovamenti nei resti di palafitte, ci dicono che veniva usato per esempio il "Polyporus fomentarius" per accendere il fuoco. Cmq, la storiografia greca e romana più che la scienza è fonte di episodi curiosi. Ad onor del vero di funghi parlano Ippocrate (nato nel 460 a.c), Teofrasto di Lesbo, successore di Aristotele, Nicandro di Colofone, e siamo intorno al 150 a.c., Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis historia" dedica qualche capitolo ai funghi. Conosce la tossicità di alcune specie e ne indica altre come eduli: il suo sapere si fonda sulle esperienze popolari e consiglia vari rimedi dall'origano allo sterco di pulcino...Galeno (131 d.c.) considera l'amanita caesarea in migliore dei funghi...e consiglia i soliti rimedi contro gli avvelenamenti, dai clisteri, allo sterco di pulcino disciolto nell'aceto. Paracelso (1493) fa prescrizioni simili. Avicenna mette in guardia dai funghi di colore verdognolo. Alberto Magno, "De vegetabilis", descrive un caso di avvelenamento. Ma è nel XVI sec., con gli italiani Hermolanus e Mattiolus, che si tenta una specie di classificazione dei funghi. Il sec. successivo Cesalpinus, Clusius... e diversi studiosi fecero della micologia una scienza aiutandola ad uscire dalle leggende sulle quali si era fondata sino ad allora. Cibo gustossimo ma anche molto pericoloso! Gli antichi romani ne celebravano la bontà mettendoli sullo stesso piano dei tordi, dei beccafichi e delle ostriche... "boletum condire, et eodem iure natantes mergere ficedulas..." affermava Giovenale. Marziale, in un suo epigramma, "è facile regalare argento e oro...: difficile è regalare funghi". La passione per questo magnifico cibo sembra sia stata fatale all'imperatore Claudio. Alcuni storici, tra i quali Svetonio e Tacito, affermano che Agrippina abbia usato un piatto di Amanita caesarea con del veleno per anticipare lavvento del figlio Nerone al trono. Sempre Tacito, "Annales", ci informa che Britannico è passato a miglior vita con l'aiuto dei funghi. I funghi sono stati accusati di vari delitti: della morte di di ClementeVII, di Carlo VI... mah...noi non c'eravamo e a volte le verità della "storia" sono quelle degli storici che la scrivono. Cosa vorrei che restasse di tutto questo discorso? I funghi hanno accompagnato la vita dell'uomo, anche se in qualche caso ne hanno accorciato la durata, sicuramente l'hanno resa più piacevole. Le specie veramente mortali o seriamente pericolose sono fortunatamente poche in proporzione. La loro conoscenza è indispensabile per evitare tragedie, così come la perfetta conoscenza delle specie che mettiamo nel cestino...in caso di dubbio lasciare i funghi dove si trovano! Sono da evitarsi tutti i metodi empirici per stabilirne la tossicità, quali aglio, cucchiaino d'argento, il gatto di casa... un metodo ottimo sarebbe quello di farli mangiare al proprio coniuge e attendere....ma, purtroppo i sintomi di avvelenamenti mortali possono manifestarsi anche dopo 15 gg dall'ingestione! Diffidare dai praticoni! Raccogliamo solo le specie che conosciamo BENE! . Amici: LA PELLE E' PELLE.





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